News

9th febbraio
cessione del quinto in caso di licenziamento

Cessione del quinto in caso di licenziamento: ecco come funziona

In caso di licenziamento del dipendente cosa accade alla cessione del quinto? Ecco la risposta

Cosa succede ad una cessione del quinto in caso di licenziamento? E’ questa la domanda a cui cercheremo di rispondere nella guida odierna. Nell’articolo parleremo, ovviamente, di cessione del quinto dello stipendio, quella rivolta a dipendenti di aziende statali, pubbliche o private con contratti a tempo indeterminato.

Del resto, è proprio la presenza di uno stipendio fisso e sostanzialmente sicuro a convincere gli istituti finanziari ad erogare tale tipologia di prestito. La vita, però, è ricca di incognite ed è impossibile prevedere cosa possa accadere in futuro. 

Purtroppo, può anche capitare che il dipendente venga licenziato. Certo, è una circostanza che può verificarsi con maggiore frequenza nel settore privato. I licenziamenti nel comparto pubblico e statale sono molto più rari. Se il licenziamento avviene quando il prestito non è stato del tutto estinto vuol dire che la banca deve ancora ricevere parte del credito che ha erogato. 

In che modo, quindi, l’istituto di credito riotterrà il credito? La banca eserciterà la rivalsa sul Trattamento di Fine Rapporto accumulato nonché sulle altre indennità di cui il dipendente non ha usufruito (tredicesime, quattordicesime, permessi etc.).

Come fa la banca a sapere che il soggetto beneficiario della cessione del quinto è stato licenziato? Spetterà all’ex datore di lavoro comunicare l’accaduto. Egli, tra l’altro, provvederà a bloccare ogni somma dovuta al dipendente. Si tratta di un atto dovuto per consentire alla banca di calcolare l’entità del debito residuo. Ricordiamo che, qualora il TFR accumulato ed altri crediti non siano sufficienti a coprire l’intera parte rimanente del debito, sarà il dipendente a risponderne direttamente.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *