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2nd febbraio
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Mutuo a tasso fisso: cos’è, vantaggi e svantaggi

Il mutuo a tasso fisso rappresenta la giusta soluzione per chi vuole mettersi al riparo da situazioni pericolose legate all’andamento del mercato. Ecco tutte le sue caratteristiche

Il mutuo a tasso fisso e gli italiani. Un’amore a prima vista, un matrimonio che si rinnova ogni anno. Tutti i dati lo confermano. Nel nostro paese, infatti, c’è una grossa preferenza per questa tipologia di mutui. Le ragioni di tutto ciò non sono molto difficili da intuire. Il tasso fisso rappresenta il mutuo che presenta il minor margine di rischio
. Di seguito, andremo a descrivere tutte le caratteristiche del mutuo tasso fisso.

Cos’è il tasso fisso

Tasso fisso vuol dire sostanzialmente importo della rata sempre uguale. E’ questa, infatti, la principale caratteristica del mutuo con il tasso invariabile. Perché si preferisce un mutuo di questo tipo? In primis, per le caratteristiche del mutuo stesso. Essendo un finanziamento a medio-lungo termine, col tasso fisso non ci si assumono rischi legati ad eventuali cambiamenti dello status quo personale, così come a quelli economico-finanziari.

Bisogna, infatti, tenere in considerazione entrambi i fattori. Grazie al tasso fisso il mutuatario avrà l’opportunità di scegliere una rata dall’importo sostenibile lungo tutta la durata del finanziamento. Con il mutuo a tasso variabile, infatti, ci sarebbero diverse incognite, legate soprattutto alle oscillazioni dei tassi. Col fisso, invece, ci si mette al riparo da qualunque bruschi cambiamenti nel settore economico e finanziario.

Vantaggi e svantaggi del tasso fisso

Quali sono i vantaggi del mutuo a tasso fisso? Lo abbiamo, in parte, specificato anche prima. Il principale è la stabilità della rata. L’altro è un vantaggio relativo, nel senso che se dovesse crescere l’inflazione il tasso del proprio mutuo non cambierà. Chiaramente, in caso contrario, la situazione si ribalterebbe e il calo dell’inflazione, e dunque dei tassi, sarebbe da interpretare come uno svantaggio. Un altro punto a sfavore del tasso fisso è rappresentato da un mutuo con uno spread tendenzialmente più alto rispetto al variabile, almeno in fase iniziale.

Tasso fisso: come si ottiene

Per ottenere il tasso fisso bisogna sommare lo spread determinato dalla banca al tasso Eurirs. Il primo è, dunque, un fattore variabile, nel senso che può cambiare da una banca ad un’altra e che, in parole semplici, corrisponde al guadagno che l’istituto di credito otterrà dal finanziamento. Quando la politica di una banca è volta ad attirare clientela e ad erogare nuovi mutui è molto probabile che lo spread venga abbassato. Al contrario, verrà aumentato se l’obiettivo è diminuire le erogazioni di credito.

L’Eurirs (Euro Interest Rate Swap) è il tasso interbancario europeo utilizzato per calcolare interessi fissi, proprio come quelli dei mutui a tasso fisso. Si tratta di un tasso che viene determinato quotidianamente e che è del tutto sganciato dalle politiche monetarie della Banca Centrale Europea. E’, però, legato alla durata del mutuo. Ad esempio, un mutuo con durata trentennale richiede di prendere come riferimento l’Eurirs a 30 anni. Per un mutuo di 15 anni si guarda all’Eurirs a 15 anni e così via.

 


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