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6th aprile
cessione del quinto dello stipendio: ecco gli obblighi del datore di lavoro

Cessione del quinto dello stipendio: obblighi del datore di lavoro

Cessione del quinto dello stipendio: scopri quali sono gli obblighi in capo al datore di lavoro

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di finanziamento che rappresenta una soluzione particolarmente gradita sia per gli istituti di credito che per i consumatori. Ciò per via di alcune caratteristiche specifiche della cessione.

Dal lato dei consumatori, la cessione è conveniente perché le rate del prestito vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione. Ciò vuol dire che il beneficiario non deve avere la preoccupazione di pagare personalmente la rata.

Le banche, invece, cercano di ricorrere alla cessione del quinto perché questo tipo di finanziamento ha una garanzia molto forte, visto che si rivolge a dipendenti pubblici, statali e privati con determinati requisiti oppure a pensionati. Il target di riferimento è rappresentato, di conseguenza, da persone che hanno un reddito fisso.

Oggi, parleremo di un argomento specifico inerente la cessione del quinto dello stipendio: gli obblighi del datore di lavoro.

CQS: cosa deve fare il datore di lavoro?

In un finanziamento tramite Cessione del Quinto dello Stipendio il datore di lavoro ha un compito abbastanza importante. Innanzitutto, è necessario sapere che il datore di lavoro non può, per legge, opporsi al contratto di cessione del quinto di un suo dipendente. La legge, infatti, stabilisce che è diritto del lavoratore ricevere, nel caso in cui ve ne siano i requisiti, credito attraverso la CQS.

Il datore di lavoro è chiamato ad effettuare un controllo sul tipo di rata che il suo dipendente dovrà pagare. Infatti, la rata della CQS non deve eccedere il quinto dello stipendio del dipendente. Nel caso in cui ciò non avvenga, il datore può rifiutare il contratto e chiedere all’ente finanziatore di accordare una rata che non vada oltre il 20% dello stipendio del dipendente.

Gli obblighi del datore di lavoro dopo la concessione del finanziamento

Una volta stipulato il contratto di finanziamento, il datore di lavoro deve assumersi altri importanti impegni. Deve, infatti, provvedere a trattenere ogni mese la rata sulla busta paga del dipendente, per poi versarla all’istituto erogatore.

Un altro aspetto importante concerne il TFR (Trattamento Fine Rapporto). Infatti, le banche richiedono, come ulteriore garanzia per la concessione del prestito, di vincolare il TFR. Questo significa che il datore di lavoro non può, di sua spontanea volontà, erogare l’intero ammontare del TFR e nemmeno una sua parte. Lo può fare solamente se viene formalmente autorizzato dall’ente erogatore.

Cosa accade al datore di lavoro in caso di morte, dimissioni o licenziamento del dipendente?

Il datore di lavoro può dormire sonni tranquilli. Lui non fa da garante del finanziamento. Se così fosse stato sarebbe spettato a lui saldare il debito, in caso di insolvenza del beneficiario. Da questo punto di vista, quindi, non ci sono particolari obblighi in seno al datore.

In caso di morte del dipendente, subentra nel rimborso del prestito la compagnia assicurativa con la quale è stata stipulata l’apposita polizza. Infatti, le banche fanno stipulare polizze di questo tipo per avere a disposizione un’ulteriore garanzia contro il rischio di morte del beneficiario.

Non sono obblighi in capo al datore nemmeno in caso di dimissioni o di licenziamento del dipendente. In questo caso, infatti, l’istituto di credito cercherà di recuperare il credito tramite il TFR maturato dal dipendente.

Ovviamente, dovrai avvisare l’istituto finanziario nel caso in cui il tuo dipendente si sia dimesso o sia stato licenziato e dovrai, poi, una volta calcolato il debito residuo, versare tutto o parte del TFR accumulato, a seconda dell’ammontare del debito residuo. Se il TFR accumulato non dovesse riuscire a coprire totalmente il debito spetterà, comunque, al dipendente rimborsare la parte restante del debito.

Certificato di stipendio

Il certificato di stipendio è un documento all’interno del quale sono contenute le principali informazioni sullo stipendio del dipendente. In particolare, i dati ivi contenuti fanno riferimento allo stipendio netto mensile, al TFR accumulato e alla situazione contrattuale del dipendente.

Il datore di lavoro non è obbligato a compilare questo documento. Può, però, farsi carico di questo impegno per velocizzare l’iter ai fini della concessione del finanziamento.

 

Abbiamo già trattato l’argomento cos’è la cessione del quinto. Nel caso in cui tu voglia approfondire la tematica ti offriamo l’opportunità di leggere la nostra guida cessione del quinto

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