Tutto ciò che c'è da sapere sul Consulente del Credito

Tutto ciò che c’è da sapere sul Consulente del Credito

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Il consulente del credito è un professionista esperto di diversi prodotti creditizi, dai prestiti personali alle cessioni del quinto, dai mutui ai finanziamenti alle imprese e molto altro ancora. Il suo obiettivo è di individuare le migliori soluzioni di credito per le famiglie. Svolgere questo lavoro significa orientare il proprio comportamento non soltanto al proprio personale tornaconto.

Infatti, il vero compito di un professionista del credito è studiare la reale situazione economico-finanziaria di famiglie o imprese e offrire un prodotto che sia in linea con le sue reali possibilità. Del resto, l’etica del consulente del credito gli impone, prima di tutto, di guardare alla sostenibilità del finanziamento, evitando possibili casi di sovra indebitamento da parte delle famiglie.

Cosa fa il consulente

Il consulente si impegna a fare da tramite tra le banche o le società finanziarie ed il cliente finale. Egli deve garantire la massima tutela al consumatore ed accertarsi che la banca rispetti le normative in ambito creditizio e che applichi, all’interno del contratto di finanziamento, le condizioni pattuite e concordate durante la scelta del prodotto creditizio.

Le competenze del consulente

In genere, un consulente del credito deve possedere conoscenze più o meno approfondite sui principali prodotti del credito da proporre alla clientela. Esistono consulenti del credito specializzati verticalmente, ossia in possesso di un know-how focalizzato principalmente su un prodotto (un mutuo, per esempio) e consulenti con competenze orizzontali, cioè in grado di districarsi con più di un prodotto del credito. Del resto, bisogna considerare la presenza di alcuni prodotti del credito affini. Ad esempio, la cessione del quinto può essere definita una sotto categoria della macro categoria prestiti personali. Quindi, non è da escludere che un consulente possa conoscere bene sia l’uno che l’altro mercato.

Il ruolo del consulente dopo la crisi economico-finanziaria

In seguito alla crisi economico-finanziaria del 2008, il ruolo del consulente è, in parte, cambiato. In passato, le politiche di erogazione del credito da parte di banche e società finanziarie erano molto più flessibili. Oggi, invece, prevale una maggiore rigidità. Di conseguenza, le condizioni richieste dalle banche ai fini dell’erogazione di un finanziamento sono tante. Negli ultimi anni, inoltre, è cresciuta enormemente l’attenzione nei confronti del consumatore, visto come la parte più debole dell’intero processo e quella sulla quale possono ricadere eventuali conseguenze negative.

Di conseguenza, nella fase della consulenza, l’attenzione del consulente rispetto alle esigenze e alle possibilità del potenziale cliente deve essere altissima. Oggi più che mai, è importante poter contare sul supporto di un professionista che abbia competenze non soltanto in materia creditizia ma che sia dotato di empatia e che abbia a cuore prima di tutto il cliente. Soddisfare il consumatore non sempre può e deve coincidere con la sottoscrizione di un contratto di finanziamento.

Infatti, un consulente etico e altamente professionale deve saper convincere il cliente anche nel caso in cui la soluzione migliore sia rinunciare, quantomeno nell’immediato, a portare avanti la pratica di finanziamento. Ciò soprattutto quando si intravedono possibili conseguenze negative o di sovra indebitamento derivanti dall’erogazione del credito.

La giornata tipica di un consulente

Come si svolge la giornata lavorativa di un consulente del credito? Molto dipende dal tipo di azienda in cui opera e dalle direttive che la stessa impartisce ai propri collaboratori. Inoltre, c’è da considerare anche il modo in cui il professionista è inquadrato.

Ci sono, ad esempio, consulenti del credito che non hanno una sede fissa ma che raggiungono i clienti su appuntamento, concordando una location comoda per entrambi. L’aspetto positivo di questa modalità di lavoro è quello di non essere soggetto a particolari vincoli d’orari e di poter gestire liberamente gli impegni professionali. Di negativo c’è il fatto di dover costruire da sé la propria rete di clienti.

Alcune società di mediazione creditizia, invece, preferiscono insediare i collaboratori all’interno delle proprie sedi operative o filiali dirette, assegnando loro leads quotidiani da gestire. In questo caso, solitamente, i consulenti si alternano tra attività telefoniche e successivi appuntamenti in loco.

Infine, ci sono i consulenti creditizi con una spiccata propensione agli investimenti imprenditoriali. In questo caso, se sono presenti modelli di apertura di negozi del credito a marchio della società mandante, è possibile che il consulente decida di aprire un punto fisico sul territorio, costruendo da sé il suo team di collaboratori ma sfruttando, comunque, i prodotti ed i servizi dell’azienda.

 

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