News

6th marzo
mediatore creditizio quanto guadagna

Caratteristiche, requisiti e compenso di un Mediatore creditizio

Mediatore creditizio definizione

Per la figura del mediatore creditizio definizione corretta è la seguente: “E’ mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche tramite attività di consulenza, banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma“.
.

Mediatore creditizio normativa

La normativa sulla mediazione creditizia è stata negli ultimi anni rinnovata. Il Decreto Legislativo 141 del 2010 ha rinnovato quanto precedentemente stabilito nel Testo Unico Bancario. Ricordiamo che la definizione di mediatore creditizio proviene dall’articolo 1754 del Codice Civile. In tale articolo, dunque, viene posto in evidenza l’oggetto dell’attività di mediazione. L’importanza della figura del mediatore è nella sua capacità di mettere in contatto due parti e, attraverso l’attività di mediazione, facilitare il raggiungimento di un accordo.
.

Mediatore creditizio: cosa fa

Dunque, il mediatore creditizio cosa fa nel concreto? Per esercitare quest’attività nei confronti del pubblico è necessario essere iscritti ad un apposito elenco che è tenuto dall’Organismo. Il mediatore può svolgere attività connesse o strumentali all’attività principale descritta nella definizione di cui sopra.

Una caratteristica importante dell’intermediario creditizio è il fatto che egli svolga la propria attività senza legarsi ad alcuna delle parti in gioco. In questo modo, è fatta salva l’indipendenza del mediatore. Non possono esistere tra le parti, quindi, rapporto di collaborazione, rappresentanza o dipendenza.

In estrema sintesi, il mediatore è tenuto a mantenere la stessa distanza sia nel rapporto col cliente che in quello con la banca o con l’intermediario finanziario.

Attività di consulenza

L’attività di consulenza del mediatore prevede la presenza di alcune componenti importanti. Nel rapporto con il cliente, il mediatore deve essere in grado di individuare e analizzare le sue necessità dal punto di vista finanziario. La fase successiva consiste nel trovare, qualora sia possibile, il migliore finanziamento possibile, sempre in linea con le esigenze del cliente.

Spetta, comunque, al mediatore informare e descrivere in maniera approfondita e corretta i diversi prodotti finanziari che il mercato del credito propone. Rientrano nell’attività di consulenza tutte quelle attività che consentono di mettere in contatto cliente e intermediario finanziario. Ovviamente, favorire l’instaurazione di un contatto tra cliente ed intermediario significa anche accelerare la fase più importante dell’intero iter. Trattasi della fase di conclusione del contratto di finanziamento.

Attività strumentali

Le attività strumentali sono quelle ausiliarie rispetto a quella principale, dunque consulenziale, precedentemente descritta. In questo ambito, sono attività strumentali quelle che si riferiscono alla formazione del personale. Tale attività può riguardare la gestione di servizi informatici o di elaborazione dati nonché la gestione di immobili ad uso funzionale. Il mediatore creditizio può, inoltre, effettuare un lavoro di analisi, studio e ricerca, sempre in ambito economico e finanziario.

Attività connesse

Le attività connesse all’informazione commerciale e all’assunzione di partecipazioni rientrano nel novero delle attività che è possibile, comunque, esercitare sempre nell’ambito della mediazione creditizia.

Cosa può fare e cosa non può fare il mediatore creditizio

Il mediatore creditizio può farsi carico delle richieste di finanziamento pervenute dai clienti ma può solamente limitarsi a svolgere un’istruttoria iniziale. Dopo la fase di istruttoria, il mediatore creditizio deve provvedere a inoltrare le richieste all’intermediario finanziario di competenza.

Di conseguenza, non spetta al mediatore concludere contratti di finanziamento. Non può erogare finanziamenti, né può effettuare pagamenti o incassare denaro contante per conto di banche o intermediari finanziari.

Come diventare mediatore creditizio: i requisiti

Per ottenere l’iscrizione presso l’apposito elenco e diventare mediatore creditizio è necessario possedere determinati requisiti. Ricordiamo, innanzitutto, che i mediatori creditizi non possono essere persone fisiche. Le società per azioni, quelle in accomandita per azioni, le società cooperative e le società a responsabilità limitata possono svolgere attività di mediazione creditizia.

La sede legale e amministrativa della società deve essere individuata nel territorio della Repubblica. L’oggetto sociale deve essere conforme a quanto previsto dall’articolo 128- sexies, comma 3. Tra i requisiti da rispettare ci sono quelli di organizzazione, i requisiti professionali e quelli di onorabilità.

E’ importante, però, fare delle precisazioni. Il rispetto dei requisiti di professionalità e onorabilità è richiesto a coloro che all’interno della società di mediazione creditizia svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo. Tali soggetti devono, inoltre, superare un apposito esame.

Tra i requisiti necessari per ottenere l’iscrizione sussiste anche l’obbligo di sottoscrizione di una polizza di assicurazione. Parliamo di una polizza delle responsabilità civile che si riferisce ad eventuali danni arrecati nel corso dell’attività e causati da comportamenti propri o di terzi del cui agire rispondono, a norma di legge, gli stessi mediatori creditizi.

L’aggiornamento professionale e lo svolgimento effettivo dell’attività sono ritenuti requisiti fondamentali per conservare l’iscrizione e per non perdere il diritto a svolgere attività di mediazione creditizia.

In sintesi, è necessario svolgere l’attività rispettando le norme vigenti nel settore. In caso di cambiamenti verificatisi nei dati indicati al momento dell’iscrizione, è necessario darne comunicazione entro e non oltre dieci giorni.

Agente in attività finanziaria e mediatore creditizio

Agente in attività finanziaria e mediatore creditizio sono incompatibili. Un mediatore creditizio non può, dunque, contemporaneamente iscriversi nell’elenco dei mediatori creditizi e in quello degli agenti in attività finanziaria.

Esame mediatore creditizio

L’esame per mediatore creditizio deve essere sostenuto presso l’OAM (Organismo Agenti e Mediatori Creditizi). L’esame serve a valutare le conoscenze del mediatore creditizio in materie giuridiche, finanziarie, economiche e tecniche.

Prima di sostenere l’esame bisogna adempiere ad un altro obbligo. E’ necessario, infatti, frequentare un corso di formazione professionale nelle materie di cui sopra. Sul sito dell’organismo OAM sono disponibili informazioni dettagliate sulle modalità di prenotazione e di partecipazione agli esami.

Quanto guadagna un mediatore creditizio: provvigioni e compenso

Se sei arrivato fino a questo punto dell’articolo lo avrai fatto sperando di trovare delle delucidazioni su quanto guadagna un mediatore creditizio. Beh, non possiamo fornirti risposte certe in tal senso. Il compenso del mediatore creditizio dipende soprattutto dalla mole di lavoro che si riesce a portare a termine.

Se l’intervento del mediatore consente di concludere positivamente l’incontro tra banca e cliente allora scatta la provvigione. Al mediatore creditizio spetta la provvigione da entrambe le parti, secondo quanto stabilisce l’art. 1755 del Codice Civile. L’articolo in questione stabilisce che a chi esercita attività di mediazione spetta la provvigione anche se il suo contributo non è stato determinante in tutte le fasi della trattativa. Deve, dunque, essere presente un nesso di causa che colleghi il mediatore alla positiva conclusione dell’affare, qualunque esso sia (anche la semplice indicazione dell’altro contraente).

A quanto corrisponde il compenso per l’attività di mediazione? In quali proporzioni deve gravare su entrambe le parti? A queste due domande rispondono altrettanti provvedimenti. Il primo è il secondo comma dell’articolo 1755 del Codice Civile, secondo cui, in assenza di patti, tariffe professionali o usi, spetta al Giudice stabilire misura e proporzione della provvigione, secondo criteri di equità. Il secondo riferimento è all’articolo 6 della legge 39 del 1989, secondo cui anche le Giunte delle Camere di Commercio, in base agli usi locali, qualora manchi un patto tra le parti, possono determinare misura e proporzione della provvigione.

Il collaboratore del mediatore creditizio

Il collaboratore mediatore creditizio è un soggetto che svolge il suo lavoro attraverso il cosiddetto incarico di agenzia, disciplinato dall’art. 1742 e successivi del Codice Civile. E’ questo l’unico modello di collaborazione possibile per i mediatori creditizi. Ciò vuol dire che è esclusa la possibilità di collaborazione attraverso il modello del franchising.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *