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5th luglio
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Normativa cessione del quinto: il DPR 180 del 1950

Cosa dice il DPR 180 del 1950 e come funziona la normativa sulla cessione del quinto

Il DPR 180 del 1950 è la normativa sulla cessione del quinto attualmente in vigore in Italia. La legge era stata, in origine, pensata per regolare sequestro, pignoramento e cessione di pensioni, stipendi e salari dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il testo originario è stato, poi, modificato ed integrato dalle Leggi 311/2005 e 80/2005. E’ giusto, però, precisare che, prima della legge 180 del 1950, è necessario dare uno sguardo all’articolo 1260 del Codice Civile. Tale articolo consente al creditore di trasferire a titolo oneroso o gratuito il proprio credito, anche senza il consenso del debitore. Il credito deve, però, essere di carattere strettamente personale mentre il trasferimento non deve essere vietato dalla legge.

Cosa dicono gli articoli 1 e 5 del DPR 180

Il DPR 180 parla all’articolo 1 di insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti. Negli articoli successivi, però, in particolare all’articolo 5, si dice espressamente che “Gli impiegati e salariati dipendenti dello stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell’art. 1 possono contrarre prestiti da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o del salario fino al quinto dell’ammontare di tali emolumenti valutato al netto di ritenute e per periodi non superiori a dieci anni“. Per diversi anni, dunque, la cessione del quinto dello stipendio è stata l’unica tipologia di cessione disponibile.

La legge 311 del 2004

La prima sostanziale modifica al DPR 180 è giunta nel 2004 con la legge finanziaria numero 311. Tale legge ha consentito di estendere la platea di soggetti potenzialmente in grado di ottenere un prestito con cessione del quinto, coinvolgendo anche i dipendenti delle aziende private. In questo modo è stato, infatti, possibile mettere fine ad una sorta di esclusiva fino a quel momento garantita all’INPDAP.

Eppure, le difficoltà e i problemi non si sono certo esauriti. Da più parti emergeva, infatti, l’esigenza di evitare le disparità tra le diverse categorie di lavoratori. Si è fatta, dunque, strada l’ipotesi di un nuovo intervento normativo.

La legge 80 del 2005

La legge 80 del 2005 è intervenuta su diversi punti. In primo luogo, ha consentito di ottenere un finanziamento con cessione del quinto anche per durate intermedie comprese tra 24 e 120 mesi. La legge 80 ha, inoltre, abolito l’anzianità minima di servizio. La grande novità è stata, però, rappresentata da un’ulteriore apertura nei confronti di altre categoria. Dal 2005, infatti, anche i pensionati pubblici e privati così come i lavoratori a tempo determinato possono richiedere la cessione del quinto.

La legge finanziaria del 2006

La legge finanziaria del 2006 ha fissato alcuni punti relativamente al contratto di cessione del quinto. Nello specifico, l’intervento normativo è stato finalizzato a consentire ai clienti beneficiari di un prestito con cessione del quinto di estinguere il finanziamento in qualunque momento.

Gli orientamenti di vigilanza di Banca d’Italia

Ricordiamo che gli operatori del settore bancario e finanziario e gli intermediari attivi anche nel comparto della cessione del quinto dovranno attenersi anche agli orientamenti di vigilanza pubblicati periodicamente da Banca d’Italia. Con tali disposizioni, Banca d’Italia ambisce a valorizzare l’adozione di comportamenti corretti, nel rispetto e ai fini della tutela del cliente finale, suggerendo i punti ancora su cui intervenire e i comportamenti virtuosi verso i quali orientarsi.


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